Visita pastorale del nostro vescovo Claudio

Scuole dell’infanzia: un futuro di fraternità e servizio

L’incontro con il  Vescovo Claudio    a Cavino

Sabato 7 marzo, la comunità di   Cavino ha ospitato un momento di  profonda riflessione e confronto: il Vescovo Claudio ha incontrato circa  quaranta operatori delle tre scuole dell’infanzia del nostro Comune e i parroci legali rappresentanti . Con lo stile familiare e diretto che lo contraddistingue, il Vescovo ha delineato il volto della Chiesa che cambia, partendo proprio da una delle realtà più care alle nostre famiglie: la scuola.

Al centro del dialogo, il tema della Collaborazione Pastorale. L’obiettivo, che coinvolge le parrocchie di Arsego, Cavino e San Giorgio delle Pertiche insieme a quelle della collaborazione “Tergola” (Santa Giustina in Colle, Villa del Conte, Fratte e San Marco), è chiaro: le parrocchie non scompaiono, ma sono chiamate a superare un isolamento che oggi non è più sostenibile.

Il Vescovo ha parlato di una “fraternità operativa”: le scuole materne, in quanto realtà vive delle parrocchie, resteranno autonome e non saranno accorpate, continuando la loro missione finché sarà possibile.

Mons. Claudio non ha nascosto le fatiche. Il calo demografico e la scelta delle amministrazioni di costruire nuove strutture pubbliche mettono a dura prova le scuole paritarie, che pure costano allo Stato poco più  di un terzo rispetto alle scuole statali o comunali.

” C’è la ferma volontà di mantenere l’identità delle nostre scuole senza ricorrere ad accorpamenti, ma dobbiamo essere realisti: il futuro è legato a una sostenibilità sempre più fragile. Tra la denatalità e la concorrenza di nuove scuole statali finanziate con fondi pubblici, le nostre paritarie si trovano in sofferenza, nonostante il risparmio che garantiscono alle casse comuni. Oggi, con meno persone che frequentano la chiesa e un carico burocratico imponente, strutture ampie come quella di Cavino rischiano di diventare sovradimensionate. È una sfida che richiede consapevolezza da parte di tutti: la scuola è un bene di tutta la comunità, ma oggi sostenerla è una fatica che pesa su basi sempre più strette.”

Il passaggio più significativo ha riguardato l’identità stessa della scuola. Se un tempo la materna parrocchiale era un naturale strumento di evangelizzazione, oggi il contesto è mutato. In una società multietnica e multiculturale, la scuola dell’infanzia si offre come servizio e testimonianza di amore gratuito verso tutti, indipendentemente dalla sensibilità spirituale di ciascuno.

In questo scenario, la professionalità del personale diventa il primo biglietto da visita: sebbene si auspichi un cammino di fede personale (“cristiano-praticante”), è la qualità del lavoro e l’atteggiamento di cura a rendere la scuola una vera espressione del Vangelo nel mondo di oggi.

 

 

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